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sabato 14 gennaio 2017

Forteto, ecco le motivazioni della sentenza d'appello; Mugnai (FI): «Verità giudiziaria coincide con verità dei fatti. Ora definire commissariamento e inchiesta parlamentare»

Mugnai con le firme di tutti i consiglieri regionali
in calce alla sua iniziativa di istituire la seconda
commissione regionale d'inchiesta
Dichiarazione del Presidente del gruppo Forza Italia Stefano Mugnai
(Presidente della prima commissione d’inchiesta sugli affidi al Forteto)

«Sul Forteto non ci sono più né scappatoie etico-morali, né margini di trattativa sui fatti, né – men che mai – possibilità di accampare scuse ideologiche. Le motivazioni della sentenza d’appello depositate ieri dimostrano definitivamente la perfetta sovrapponibilità tra la verità giudiziaria e la verità dei fatti per come accertati dalle due commissioni regionali d’inchiesta: la prima, quella che ho presieduto, e la seconda, quella di cui ho promosso l’attivazione».
«Se la verità oggi è una e univoca, restano però questioni aperte. Ci sono gli altri procedimenti processuali paralleli, certo, ma soprattutto – per quanto attiene la politica – c’è da veder compiuto il passaggio di testimone tra Regione e Parlamento sulla commissione d’inchiesta, nonché da definire la questione del commissariamento della cooperativa che non sa o non vuole tagliare il cordone ombelicale del controllo della comunità-setta e, di conseguenza, di Fiesoli e dei suoi sodali storici».

«E quindi si va avanti. I giovani uomini e le giovani donne che ieri erano i bambini vittime di quegli abusi meritano giustizia piena e a ogni livello. Ma, oggi, tutta la comunità toscana merita che quella ferita al senso civico che distingue la nostra regione e che è rappresentata dal Forteto venga curata e guarita. Risanata. Per questo non smetteremo di batterci».

mercoledì 16 novembre 2016

Forteto a Roma, Mugnai (FI): «Dal Pd un’imbarazzante fuga dalla ricerca della verità»


Mugnai accanto a Deborah Bergamini, Paolo Bambagioni e Giovanni Donzelli a Montecitorio


Il Presidente di Forza Italia nel Consiglio regionale toscano Stefano Mugnai (Fi)  commenta l’esito della missione in Parlamento

«L’atteggiamento dei parlamentari del Pd rispetto alla vicenda Forteto che oggi, con i colleghi della commissione regionale d’inchiesta, siamo andati a rappresentare a Roma, è stato imbarazzante. A fronte del desiderio dei parlamentari d’opposizione di mettersi in gioco per fare chiarezza su questa orribile vicenda di abusi perpetrati per decenni con la ‘distrazione’ colpevole del sistema politico di governo in Toscana e degli ambienti giudiziari, si registra un impressionante arroccamento veteroideologico da parte degli esponenti del Pd che tra l’altro in momenti e ambienti diversi hanno tutti utilizzato i medesimi argomenti, con le medesime parole. Il registro? Quello della nota diffusa ieri dal capogruppo regionale del Pd Leonardo Marras. Addirittura, il presidente del Senato Grasso, per dimostrare di aver letto la documentazione, cita il progetto Oltre: peccato che di quel progetto non si parli da nessuna parte se non nella nota con cui ieri Marras ha evidentemente voluto dettare la linea».

«E che dire dell’onorevole Beni, che ci ha salutato con un ‘valuteremo’ per poi affidare alle agenzie un no secco all’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta con la giustificazione che il lavoro delle commissioni regionali è già ottimo? Beh, ma l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta è proprio una delle richieste frutto di quel lavoro definito ottimo. Non se ne viene a capo. La verità è che ancora una volta, se a livello regionale anche grazie a una pressione mediatica consapevole si è rotto il muro del silenzio, a livello nazionale torna il rigurgito del Pd che si sottrae a un confronto serio aperto a ogni eventuale esito. Imbarazzante davvero».

Così il capogruppo regionale toscano di Forza Italia Stefano Mugnai, presidente della prima Commissione regionale d’inchiesta sul Forteto e componente della seconda, di ritorno da Roma dopo la presentazione del lavoro delle Commissioni toscane in parlamento.

mercoledì 27 luglio 2016

Forteto, la relazione della commissione d’inchiesta oggi in aula. Mugnai (FI): «In questo dramma tutte le istituzioni e la Toscana che conta hanno di che vergognarsi per decenni. Ciò non cancella, ma è utile»



«Nessun ‘grande vecchio’, dietro la vicenda Forteto. Nessun burattinaio malefico che deresponsabilizzi tutti gli altri, tutti noi. No, la cosa per il Forteto è più complessa. Il ‘grande vecchio’, in questa storia, è il contesto di un sistema culturalmente e politicamente chiuso. Oggi noi, approvando una risoluzione non necessaria ma in questo caso utile e difficile, politicamente, anche per la maggioranza, diamo un messaggio ai nostri bambini e ai bambini di allora. Un messaggio di giustizia, di riconoscimento istituzionale, di onestà intellettuale e risarcimento morale che non cancella, ma resta ed è giusto così. Perché è evidente che tutte le istituzioni toscane, tutta la Toscana che conta ha di che vergognarsi per questa vicenda per decenni»: ogni volta che parla di Forteto rabbia e indignazione fanno nodo nella gola del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai. E’ accaduto anche oggi, durante l’intervento nell’aula dove ancora in questi minuti si sta consumando il dibattito sulla relazione conclusiva della commissione regionale d’inchiesta sulle responsabilità politiche e istituzionali che hanno consentito al dramma dei minori al Forteto di svilupparsi per oltre trent’anni.

venerdì 15 luglio 2016

Forteto, in appello il tribunale conferma le condanne; Mugnai (FI): «Verità processuale coincidente con la verità riferita dalle vittime. Oggi giustizia più vicina, ma rammarico per riduzione delle pene»


L'ingresso del Forteto e, nel riquadro, il principale condannato Rodolfo Fiesoli
«Sull’orribile tragedia del Forteto, ora che la sentenza di secondo grado conferma le condanne stabilite dal tribunale di Firenze nel giugno scorso, la giustizia è più vicina. Non avevamo alcun dubbio, convinti come siamo che la verità processuale coincida con quanto abbiamo ascoltato dalle vittime che, oggi, si vedono riconosciuta una nuova tessera nel puzzle della giustizia che spetta loro. E mentre anche la politica ha compiuto un passo avanti ulteriore nella ricerca della verità con la seconda commissione regionale d’inchiesta, qualcosa ancora manca: le scuse di tutte quelle istituzioni, quella politica, quei professionisti che hanno reso possibile questa tragedia lunga trent’anni...