lunedì 25 luglio 2016

Toscana Sud, sindaci alternativi al Pd oggi in Consiglio regionale. Incontro con Mugnai (FI), Donzelli (FdI) e Vescovi (LN): «Area vasta sud laboratorio del buon governo, modello da esportare»

Primo tavolo di confronto questa mattina in Sala del Gonfalone

           
Il tavolo tra capigruppo regionali e primi cittadini
Fare sistema: nel metodo, tra partiti, per cementare un’offerta politica unitaria che le ultime tornate amministrative hanno dimostrato essere, anche in Toscana, sorprendentemente vincente; nel merito, tra sindaci civici, di centrodestra o comunque alternativi al Pd, per marcare la differenza rispetto a modelli di governo accentratori, poco attenti al bene del cittadino e più alla gestione del consenso. Questo il percorso che è stato avviato questa mattina nel primo tavolo di confronto tra amministratori di centrodestra e alternativi al Pd nella Toscana del Sud, dove ormai oltre a Arezzo e Grosseto i primi cittadini ‘non allineati’ sono per la prima volta talmente tanti da detenere un peso e uno spessore politico tali da poter incidere sulle politiche d’area vasta su temi prioritari quali rifiuti, servizio idrico, sanità, trasporti, fusioni di Comuni.
L’iniziativa è stata voluta dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai insieme ai suoi omologhi di Lega Nord Manuel Vescovi e Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, e da parte dei primi cittadini c’è stata adesione massiccia in un clima di grande motivazione e vitalità condivise anche dai responsabili regionali enti locali di Forza Italia Paolo Barabino e di Lega Nord Andrea Barabotti alla presenza del Consigliere regionale LN Marco Casucci. Oltre ai Comuni ‘assenti giustificati’ ovvero Subbiano (Ar), Roccalbegna (Gr) e Chianciano (Si) i cui amministratori erano oggi già impegnati su altri fronti, hanno preso parte all’incontro:
-          Arezzo: sindaco Alessandro Ghinelli insieme all’assessore al sociale Lucia Tanti
-         Grosseto: sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna col vicesindaco Luca Agresti
-          Anghiari (AR): sindaco Alessandro Polcri
-          Bibbiena (AR): sindaco Daniele Bernardini
-          Castiglion Fiorentino (AR): sindaco Mario Agnelli
-          Monterchi (AR): sindaco Alfredo Romanelli
-          Montevarchi (AR): assessore Angiolo Salvi
-          Pieve Santo Stefano (AR): vicesindaco Claudio Marcelli
-          Isola del Giglio (GR): sindaco Sergio Ortelli
-          Magliano in Toscana (GR): sindaco Diego Cinelli
-          Monte Argentario (GR): sindaco Arturo Cerulli
-          Orbetello (GR): sindaco Andrea Casamenti
-          Casole d’Elsa (SI): sindaco Piero Pii
-          Piancastagnaio (SI): capogruppo di maggioranza Samuele Bechini
Parola d’ordine: «Distinguersi», portando avanti capacità e valori con la stella polare del bene comune su temi su cui, spesso, a livello d’area vasta è la Regione, poi, ad avere l’ultima parola. Per questo è stato deciso di fornire via via ai sindaci gli ordini del giorno delle Commissioni consiliari e delle sedute d’aula, oltre a creare un gruppo di discussione tramite la piattaforma WhatsApp e a programmare incontri di scambio di bisogni e soluzioni periodici e continui.

In questo modo, tutti d’accordo, la Toscana del Sud diviene laboratorio per il buon governo alternativo alla sinistra creando un modello esportabile nel resto del territorio regionale: «Ci siamo ritrovati uniti dalla volontà di mettere in piedi strategie per far vedere che un altro modo di amministrare, anche in Toscana, è possibile. Fare rete, creare scambio e condivisione nel segno di ciò che ci unisce. La sfida riparte da qui, e vogliamo che a vincerla siano prima di tutto i cittadini».

venerdì 22 luglio 2016

Cade la giunta di Marina di Campo, Forza Italia: «Il Pd toscano sta franando. Una scia di débacle da Livorno in poi»


Dichiarazione del coordinatore regionale di Forza Italia Stefano Mugnai
col responsabile regionale enti locali di Forza Italia Paolo Barabino
il coordinatore provinciale di Forza Italia a Livorno Maristella Bottino
e il coordinatore di Forza Italia all’Elba Gianluigi Palombi


Marina di Campo, all'isola d'Elba, dove è caduta la giunta comunale
«Il Pd toscano sta franando, e la caduta della giunta comunale a Marina di Campo, all’Isola d’Elba, non è che un nuovo smottamento in questa inarrestabile subsidenza politica iniziata con la perdita del Comune di Livorno e mai più interrotta: prima il surreale hara hiri di Sesto Fiorentino, poi le débacle elettorali di Arezzo, Pietrasanta e Viareggio, alle ultime amministrative le batoste a Grosseto, Montevarchi, Anghiari, Sansepolcro... E ora Marina di Campo. Come dire: una frana isole comprese. Succede. Soprattutto quando si amministra per consuetudine di poltrona e senza reali progetti per il territorio e i suoi cittadini che ora, anche a Marina di Campo, hanno l’occasione per cambiare vento».

Firenze, giravolta Tav; Mugnai e Cellai (FI): «Fallimento storico della classe dirigente Pd priva di idea di città»

Dichiarazione dei capigruppo Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai e in Palazzo Vecchio Jacopo Cellai

Il cantiere Tav in zona Macelli
«La giravolta di ieri sulla realizzazione del nodo fiorentino dell’Alta velocità, con cui per altro la Toscana continua a dividere in due il trasporto ferroviario in Italia, nel mandare a ramengo decenni di lavori e trivellazioni e nel lasciarci il danno di una Firenze bucherellata inutilmente, dimostra il fallimento di almeno un paio di generazioni di classe dirigente di sinistra. Ci sono stati sprechi. Ci sono state inchieste. I cittadini sono stati scossi dalle lavorazioni e hanno respirato polveri come se non ci fosse un domani. E in effetti un domani, per la Tav su cui si è lavorato finora, non c’è per davvero. Il Pd fallisce per arroganza, per l’incapacità di non aver voluto ascoltare le voci critiche che su questa 
vicenda si sono levate anche in tempi non sospetti. Così, come in un gioco dell’oca con troppe caselle “Stai fermo un giro”, adesso si riparte praticamente dal via. E’ proprio il caso di dirlo: sull’asse Firenze-Roma il Pd ha deragliato e di brutto, dimostrando di non possedere una visione complessiva né un progetto per Firenze». 

«Adesso, se si ridiscute il progetto e salta la stazione Foster, l’Alta velocità allora vada in superficie, perché dopo vent’anni di progetti e autorizzazioni non si sa nemmeno più bene lungo quale tragitto dovrà passare il sottoattraversamento e si fa carta straccia del progetto Foster con centinaia di milioni, si parla di 200, già spesi per scavare un maxi buco che adesso si candida a diventare il parco acquatico più grande d’Europa. Ed il percorso della linea 2 della tramvia? Doveva permettere ai viaggiatori di scendere alla stazione Foster per poter andare in centro e all’aeroporto, e adesso invece risulta adesso inutile. A questo punto noi diciamo no alla Foster e no al sottoattraversamento, no al macello dei macelli, come lo definì perfettamente un certo Marco Cellai, anni fa in Consiglio regionale».